12 Dicembre 2010
(Ultima modifica 24 Febbraio 2011)
SIGLATO PROTOCOLLO D’INTESA TRA COFIDI E ASSOCIAZIONE PROVINCIALE ANTIRACKET
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Negli ultimi anni, COFIDI Puglia, ha sostenuto oltre 200 aziende garantendo finanziamenti per circa € 4.500.000,00 con l'utilizzo dei Fondi Antiusura, sia nazionali che regionali
Un Protocollo d’intesa tra il COFIDI Puglia (Consorzio Cooperativa Artigiani Fidi della CNA) e l’Associazione Provinciale Antiracket Antimafia di Molfetta, e’ stato firmato ieri per avviare forme di collaborazione dirette nell’hinterland barese, a promuovere, a sviluppare e razionalizzare interventi per la valorizzazione e la diffusione della legalità.
L’importante accordo e’ stato firmato dal presidente del COFIDI Puglia, Vito Antonio Santamaria, dal direttore COFIDI Puglia, Teresa Pellegrino e dal presidente provinciale Antiracket Antimafia di Molfetta, Renato de Scisciolo.
E’ importante ricordare che nel corso degli anni, COFIDI Puglia, ha sostenuto oltre 200 aziende garantendo finanziamenti per circa € 4.500.000,00 con l'utilizzo dei Fondi Antiusura, sia nazionali che regionali.
In particolare, l’accordo, della durata di due anni, punta alla raccolta e l'analisi di dati relativi alla penetrazione delle attività criminali nel tessuto economico, con la creazione di apposite banche dati; la messa punto di una “best practice”, a promuovere la denuncia da parte dell’operatore economico di eventuali richieste estorsive e di ogni altra forma di pressione o di condizionamento criminale nei confronti della propria attività economica.
COFIDI Puglia si impegna, soprattutto, a garantire ai soggetti segnalati dall’Associazione provinciale Antiracket e Antimafia quali vittime di estorsione e/o usura, titolari di attività commerciali/artigianali, l’applicazione di condizioni particolarmente vantaggiose sugli importi richiesti e, per i casi di particolare urgenza, prelazione sulle pratiche “ordinarie”.
Il progetto mira a colmare una delle lacune che possono minare il pieno sviluppo delle attività economiche presenti e più precisamente lo scarso collegamento tra gruppi socio – economici e strutture culturali ed operative per una comunità integrata al fine di combattere l’illegalità.
I fenomeni estorsivi e di condizionamento criminale sono diffusi nell’intero paese e in particolare nelle aree meridionali, tali fenomeni costituiscono una grave minaccia alla libertà degli operatori economici, degli equilibri del mercato, allo stabilirsi di normali regole di concorrenza e costituiscono serio ostacolo allo sviluppo economico.
Le parti si impegnano a contribuire alla crescita culturale, sociale ed economica del territorio, sviluppando la cultura della cittadinanza e della responsabilità sociale, attraverso la promozione e l’animazione di precorsi di orientamento ed educazione alla legalità che consentano di raggiungere anche le famiglie e le imprese.
L’Ufficio stampa